ICR: macchine virtuali e remotizzazione dei desktop
Il Cliente
ICR Industrie Cosmetiche Riunite Spa nasce nel 1975 per gestire la divisione cosmetica dell’azienda farmaceutica Marvin.
L’attività si rivolge principalmente al segmento della profumeria alcolica, firmando licenze internazionali per brand quali Balestra, Trussardi e Versace.
Negli anni ’90 ICR amplia la sua attività iniziando anche la produzione per contro terzi.
Negli anni 2000 avviene la separazione delle due principali attività: ICR conferma la sua missione di società di produzione e logistica (accordi d’esclusiva con Bulgari, Ferragamo e Ungaro) e fonda una nuova società, la ITF, per la gestione delle licenze firmando accordi mondiali di distribuzione con Gai Mattiolo, Romeo Gigli, Gianfranco Ferré, Exté, Roberto Cavalli e Dsquared2.
Due società, ICR e ITF, con un giro d’affari di oltre 60 milioni di euro ciascuna, una filiale in Germania, e altre società controllate.
La soluzione
Con la collaborazione di Npo Sistemi, la divisione informatica di ICR ha definito una strategia volta alla centralizzazione dei server e all’introduzione di nuove tecnologie per la virtualizzazione dei client. La scelta tecnologica di VMware ESX ha portato all’implementazione di un’infrastruttura basata su tre server clusterizzati in grado di garantire l’esecuzione delle macchine client XP in modalità virtuale, i livelli di sicurezza aziendali, la coerenza con le policy di accesso ai dati, la profilazione degli utenti e gli indirizzamenti di rete.
I desktop fisici esistenti sono stati di fatto trasformati in macchine virtuali a cui l’utente accede grazie alla remotizzazione del desktop.
Utilizzando tecnologie VMware, Npo Sistemi ha implementato una piattaforma che permette l’attivazione del sistema operativo sui sistemi desktop attraverso la rete, ottimizzando in questo modo l’accesso e l’uso delle risorse disponibili.
Una innovazione che ha portato a una netta separazione tra piattaforma client e sistema operativo e ha introdotto nell’infrastruttura notevoli benefici e vantaggi: in caso di rottura del desktop la sua sostituzione è rapida e indolore; l’utente può accedere alle macchine virtuali indipendentemente dalla console che ha validato il suo login e il suo profilo; il carico di lavoro alle macchine client diminuisce considerevolmente perché a esse viene demandata la sola gestione delle periferiche locali quali mouse, tastiera, monitor e porte seriali/parallele; infine è possibile reindirizzare dal client fisico all’infrastruttura virtualizzata schede e risorse aggiuntive, introducendo nelle linee di produzione nuovi apparati senza alterare funzionalità e operatività esistenti.
Npo Sistemi ha integrato la piattaforma VMware ESX con nuove funzionalità e componenti software finalizzati a garantire un miglior livello di sicurezza grazie all’impiego di 18 macchine virtuali per ogni cluster ESX e assicurare almeno il 75% di capacità di calcolo.
Questa scelta ha permesso di inserire server virtualizzati che hanno generato un maggiore ROI sull’hardware e sul licensing VMware. Seguendo una logica di tipo Grid computing ogni server partecipa attivamente e in modo dinamico al conseguimento delle prestazioni ottimali. L’architettura usa un cluster di tre nodi servito da un sistema esterno equipaggiato con risorse sufficienti a soddisfare le richieste dell’ambiente virtuale circostante attraverso il riutilizzo delle componenti hardware e le capacità di calcolo disponibili.
Centralizzando la gestione, il monitoraggio, la reportistica e la funzionalità di backup, l’infrastruttura diventa più efficiente e risponde rapidamente a eventuali anomalie o cadute di tensione.